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Come cancellare un protesto

10 gennaio 2011 di sofim

immagine compilazione moduli protestoL’iscrizione al Registro Informatico dei Protesti avviene quando una persona non vuole riconoscere e pagare un titolo dopo i solleciti del creditore.
Se il nostro nominativo risulta in questo registro non è positivo, perchè da questa situazione possono scaturire problemi di natura finanziaria e civile e addirittura penale. Il protestato può subire precetti, pignoramenti, interdizioni, revoche di carte di credito, blocchetto assegni e così via.

Questa posizione rende difficile l’accesso ad ulteriori strumenti di pagamento; se si diventa cattivo pagatore si è inseriti in apposita banca dati consultata da istituti finanziari e di credito e si ha difficoltà ad ottenere prestiti, a fare acquisti a rate, a intestarsi le utenze di diversa natura. Ci sono due possibilità: rimanere sul registro consultabile in tutta Italia oppure chiederne la cancellazione entro 20 giorni o dopo un anno.

Se si richiede dopo 20 giorni c’è la possibilità di pagare il debito entro un anno e se ciò avviene si ha il diritto di chiedere la cancellazione dal protesto entro 3 settimane, presentando specifica istanza al presidente della Camera di Commercio. Nel secondo caso si deve pagare il debito dopo 12 mesi da quando l’ufficiale pubblico lo ha notificato. Il debitore prima di richiedere la cancellazione dal registro deve chiedere al presidente del tribunale di rilasciargli una dichiarazione di rettifica.

Ottenuta questa documentazione, unitamente ai certificati che si presentano in caso di richiesta di cancellazione prima dei 12 mesi, l’utente consegna al presidente della Camera di commercio il provvedimento di riabilitazione che gli ha rilasciato il tribunale, e ne chiede, eventualmente ottenendola, la cancellazione dal Registro informatico dei protestati entro 20 giorni.

Dopodiché non rimane più nessuna traccia dell’ex debitore su tale lista.

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